Proprio mentre alcune favelas brasiliane, a due passi da Copacabana, sono in fiamme dopo l’uccisione di un giovane ballerino da parte della polizia, da un’altra favela, il “Morro do Alemão” (la più grande di Rio de Janeiro, con i suoi 160 mila abitanti), arrivano però notizie ben più confortanti. Un ampio progetto, sostenuto dal Ministero della Cultura brasiliano, ha infatti appena avviato una grande mostra a cielo aperto, intitolata “Deu Na Telha”, che è la prima mostra “aerea” realizzata in Brasile, ma anche, e soprattutto, un vero e proprio percorso sociale di coinvolgimento, inclusione e socializzazione di giovani appartenenti agli strati più poveri ed emarginati della popolazione attraverso l’arte.
La mostra si basa sulla realizzazione di una serie di opere gigantesche, installate sui tetti della favela, realizzati appositamente da una dozzina di artisti sul tema della “Felicidade”. Tra questi, figurano numerosi artisti brasiliani, come Mana Bernardes, Walter Goldfarb, il gruppo Coletivo Gráfico, Flávio Semelo, Derlon Almeida, Marcelo Macedo, ma anche alcuni esponenti dell’arte europea e internazionale, come Susana Anagua e Felipe Cardeña. Il progetto è curato da Ricardo Duarte, della galleria Graphos di Rio de Janeiro, e ha visto il coinvolgimento di molti giovani e adolescenti della favela nella produzione delle opere, che si articoleranno per più di 680 metri sui tetti delle abitazioni.
Per l’occasione, Felipe Cardeña, col suo staff di assistenti, ha realizzato una grande tela di 12 metri per 6, che è stata poi posizionata sul tetto di un’abitazione del Morro do Alemão, raffigurante un’immagine di un Ganesha, che nella mitologia induista è simbolo di gioia, felicità e abbondanza, immerso nello sfondo floreale tipico dell’artista.
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