La banalizzazione dell’iconologia è un fenomeno tanto ineluttabile quanto esponenziale e progressivo. Oggi, va detto, ogni inetto che sappia usare photoshop può fare “arte”: se è considerata arte il mettere la faccia di un Vip sopra l’immagine di un’icona antica. Quante altre Sante Ferragni et similia ci deve riservare la banalizzazione dell’iconologia contemporanea, prima che la nostra sensibilità ne sia, non dico urtata, ma saturata? Come lo Stato nelle teorie marxiane, anche l’iconologia, grazie alla Ferragni, forse un giorno si estinguerà da sé.

Te la dò io la Ferragni!

La banalizzazione dell’iconologia è un fenomeno tanto ineluttabile quanto esponenziale e progressivo, un po’ come la sparizione delle lucciole (Pasolini docet), l’incremento demografico, la diffusione del junk-food, lo spostamento del...

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Keming’s diary #4 On May 29, Wuhan Municipal Health Commission website showed three new asymptomatic cases and four confirmed COVID -19 cases, including one in severe condition. Today’s weather is...

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di Alessandro Riva Sergio Padovani non copia né guarda all’antico, o al magico, o all’ancestrale: frammenti della loro presenza sono, potremmo dire, celati, forse anche a sua insaputa, nel profondo...

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